Quali sono gli elementi distintivi tra detenzione per uso personale e detenzione a fini di spaccio?

La distinzione tra consumo e traffico non è operata nettamente dalla legge.

Il Giudice decide sulla base di diversi elementi: dato quantitativo di sostanza detenuta e di relativo principio attivo, presenza coltelli o arnesi da taglio, bilancini di precisione, materiali da confezionamento (domopak, pellicole), quantità di denaro in contante non giustificabili sulla base dei propri redditi.

Il dato quantitativo non è quindi di per sé solo idoneo a integrare lo spaccio e varia anche in base alla presenza di principio attivo, e al reddito di chi detiene sostanze stupefacenti.

La compatibilità con l’uso personale è orientativamente il triplo di quello che la legge Fini Giovanardi fissava come “indizio di una cessione a terzi” (spaccio) , cioè 1 g /1,5 g di THC.

Per l’hashish e la marijuana la quantità è più o meno pari a 15 g con una percentuale di principio attivo intorno al 10 %. Tale dato varia da tribunale in Tribunale e a seconda del reddito di chi detiene la sostanza: in poche parole, chi guadagna di più può consumare di più!

Non è però il solo parametro quantitativo a fondare una distinzione tra trattamento sanzionatorio penale ed amministrativo ma piuttosto la finalità di destinazione a terzi e la finalità di uso personale che andrà accertata in base ai vari indici sopra indicati.

Se fosse approvata la proposta di legge dell’intergruppo parlamentare, verrebbe meno l’accertamento della destinazione delle sostanze per uso esclusivamente personale, che si considera invece presunto, salvo non sia accertata una condotta rientrante nella coltivazione, importazione, detenzione a fini di spaccio.

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