Come viene accertato lo stato di alterazione da droghe?

L’articolo 187 del Codice della Strada recita testualmente “Guida in stato di alterazione da stupefacenti”, per cui si punisce non la condotta del consumatore di stupefacenti che si pone alla guida, ma solo di quel consumatore che si pone alla guida in stato di alterazione.

Lo specifichiamo in quanto, a differenza, dell’alcool, per gli stupefacenti non è previsto un limite di principio attivo nel sangue o nelle urine che attesti il livello di incidenza di tale principio attivo sull’organismo umano.

Si è spesso assistito alla contestazione di tale norma a persone che non fossero in stato di alterazione al momento della guida, ma che fossero risultate positive ai controlli negli ospedali sulla presenza di metaboliti delle sostanze stupefacenti nel sangue o nelle urine.

Proprio relativamente a tale accertamento sulle urine va sottolineato che alcune sostanze stupefacenti hanno un tempo di latenza molto lungol’hashish e la marijuana fino a 30 giorni – per cui sia la giurisprudenza di legittimità che di merito sono giunti ad assolvere quelle persone per cui era stata esclusivamente rilevata una positività ai controlli ma non era stata disposta una consulenza medica o tossicologica, o una visita che attestasse lo stato di alterazione.

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