La coltivazione di marijuana è reato anche quando è finalizzata all’uso personale?

Si. Purtroppo non tutte le condotte destinate a uso personale fuoriescono dalla punibilità penale ma solo le condotte di cui al referendum del 1993 ovvero: detenzione, importazione/esportazione, acquisto.

Al contrario, la produzione, fabbricazione, estrazione, etc. – ed in particolare, per quel che qui interessa, la coltivazione – rimangono sempre punibili penalmente, indipendentemente dai quantitativi prodotti, coltivati, fabbricati, estratti etc.

Ciò non significa che il coltivatore di marijuana per uso personale verrà sempre condannato. Dovrà, tuttavia, sostenere un processo per provare che l’intera produzione è destinata all’uso personale.

E’ importante ricordare che, anche quando si riesce a provare tale circostanza, difficilmente si otterrà una sentenza assolutoria, perché la giurisprudenza prevalente ritiene comunque la coltivazione un reato di pericolo, in quanto accresce in qualunque entità, pur se mirata a soddisfare esigenze di natura personale, la quantità di sostanza stupefacente esistente e circolante.

In definitiva, si rischia di meno acquistando dal mercato illegale che coltivando una piantina in casa per soddisfare il proprio fabbisogno personale.

Se fosse approvata la proposta di legge dell’intergruppo parlamentare, si potrebbero coltivare, in forma personale, fino a 5 piantine di cannabis; nel caso di coltivazione associata, nel limite quantitativo citato, ma in misura proporzionata al numero degli associati.

0